MANGIA, PREGA E COMPRA LIBRI

Che meraviglioso popolo quello dei lettori! Al Salone del libro di Torino, si estraniano da se stessi, naso puntato verso gli stand a caccia di qualche edizione particolarmente gustosa, incuranti del casino, con borse di tela già cariche di libri che pendono dalle spalle, budget diligentemente stabiliti giorni prima ormai totalmente polverizzati, in piedi grazie a un panino portato da casa o pagato un rene agli stand, rintronati dal vociare e con le gambe affaticate, ma assolutamente rapiti dalle proposte multicolore e attraenti degli scaffali.
Del salone ho visto poco: ho trascorso la maggior parte della mia giornata allo stand del mio editore Il Ciliegio per promuovere il mio ultimo libro, “La guerra delle razze”, in uscita in questi giorni. Per una volta, ho osservato il popolo lettore da dietro un bancone, cercando di trasmettere con poche parole condensate il mio lavoro di mesi, e mi sono trovata a pensare che la visita al Salone va preparata: innanzitutto ci sono panel molto interessanti a cui partecipare, dedicati a tutte le età, per costruire il popolo di futuri lettori. Sfogliare il calendario dell’evento nei giorni precedenti è fondamentale per capire quale sia la giornata migliore per visitare la fiera, a seconda di chi si vuol sentire. Inoltre, ritengo che, considerata la visibilità che hanno i soliti grandi editori del panorama italiano, vale la pena dedicarsi a scoprire realtà più piccole che coraggiosamente cercano di far ascoltare la propria voce tra le 70.000 nuove uscite annuali. Il nostro eroe, la piccola e sconosciuta perla, il bel libricino orfano di promozione massiccia e casa editrice muscolosa alle spalle ce la farà a mettere la testa fuori dall’acqua e farsi vedere da riva, in mezzo alle onde turbolente di edizioni patinate e opere prime di influencer, o è destinato ad avvizzire accumulando polvere nei cesti del metà prezzo? Magari potrebbe essere questa la missione di un lettore volonteroso nell’affrontare il Salone: il recupero di qualche chicca sconosciuta di cui vantarsi con i propri amici colti, per dire: “questo l’ho scoperto io!”

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