LE COSE CHE ODIO DEL FANTASY

I fantasy sono stati il mio primo amore. Ricordo ancora le lacrime versate sulle pagine de “Le pietre magiche di Shannara”, da ragazzina. Con gli anni sono diventata piuttosto onnivora, ho attraversato l’horror, i gialli, i thriller, la narrativa, solo una decina di anni fa ho scoperto gli scrittori italiani che, da esterofila, avevo sempre evitato. Ho tentato spesso di tornare al fantasy, incappando, salvo poche eccezioni, in storie a mio parere banali e annacquate. Ultimamente, o perché son cambiata io o perché finalmente il destino mi ha fatto incontrare quello di cui avevo bisogno, ho ripreso in mano il genere, con enormi soddisfazioni. Ripensando a tutti i mezzi tentativi che mi sono lasciata alle spalle, ho redatto una lista di elementi ricorrenti che odio trovare (a che io stessa, da autrice, devo stare attentissima a schivare).
• Personaggi dall’aspetto esteriore poco credibili: lei è sempre bellissima, flessuosa, ha occhi meravigliosi, magra, spesso piccolina, o formosa ma sottile nei punti giusti. Lui ha bicipiti duri che manco una roccia, sul suo addome è disegnato un acciottolato di muscoli, ha occhi incredibili e mascella d’acciaio. Non dico che una protagonista debba essere una salama da sugo, o che lui debba essere rachitico, ma io di tutti sti figoni sono un po’ stufa. Un pizzico di normalità in più mi piacerebbe.
• Personaggi dal carattere ancora meno credibile: se hanno un difetto? Sono troppo buoni, troppo sprezzanti del pericolo, troppo audaci, troppo coraggiosi a scapito di se stessi, se mentono lo fanno per il bene comune. Posso avere un personaggio che se la fa sotto dalla paura? Uno un po’ tirchio, un po’ pigro, una pettegola, o invidiosa. Che, a volte, mente per il proprio tornaconto? Senza per questo essere la cattivissima della storia o avere bisogno dell’epifania trasformativa che la fa svoltare. Mi piacerebbe vedere come se la cava un mediocre, dove potrebbero portarlo le sue scelte e le sue azioni. E no, non ogni difetto deve avere un trauma infantile alle spalle. A volte uno stronzo è solo uno stronzo.
• Eroi di testa, non di corpo: posso avere un grande personaggio la cui forza sta nella mente, e non nei bicipiti? Intendo eroe vero, non fratello sfigato del protagonista.
• Passione istantanea al primo sguardo, o odio istantaneo che, però, dopo tre capitoli, già diventa qualcosa di diverso. Che scontato. Non farmi capire subito che i due sono destinati a folle passione e amore eterno. Conducimi passo passo, fammi prendere svolte impreviste, insomma, sorprendimi o fammi penare un po’ di più.
• Tutti giovanissimi. Vero che adolescenza e prima giovinezza sono il momento che indirizza il resto della vita, ma a volte mi piacerebbe vedere rappresentato anche qualche adulto più maturo non solo in ruoli di contorno.
• Frasi banali: sei mio, sono tua, sei la mia vita, ma che noia.
A volte sono belle le frasi piccole “Ogni volta che sentivo un rumore alla porta, speravo che fosse lui”, a volte servono frasi altisonanti “Ho attraversato gli oceani del tempo per trovarti”. Gli oceani del tempo ragazzi….
• Eccessive complicazioni: vero che il contesto arricchisce la narrazione, ma fammi respirare, non riesco a tenere tutto a mente. Raccontami il mondo in cui si muovono i personaggi con grazia, chiarendo i rimandi e tornandoci su. Odio dover scorrere avanti e indietro le pagine lette per cercare il chiarimento all’accenno che mi stai facendo ora, che ricordo vagamente di aver letto ma di cui ovviamente ho dimenticato il succo.
Cosa invece mi piace trovare:
• Costrutti interessanti: vogliamo parlare di come rimani di stucco nella seconda parte di Alchemised?
• Idee nuove: bellissima la faglia di “tenebre e ossa”.
• Struggimento struggimento struggimento: io quel bacio lo voglio non prima di pagina 700.
• Una vera evoluzione dei personaggi, hai presente Jaime del Trono di Spade?
E voi, che ne pensate?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *