e no, non è perchè Jacob Elordi è un figo veramente notevole.
Ero un’adolescente quando ho letto “Cime tempestose” per la prima volta ed è stato uno dei primi libri che mi ha lasciato addosso un notevole malessere. Lo svolgimento della storia non porta alla risoluzione del conflitto, e il legame tra Cathy e Heathcliff resta estremo e tormentato. Il lettore arriva all’ultima pagina con una sensazione di incompiutezza che ho sempre trovato molto realistica. E’ una storia dove gli elementi vengono sublimati (non solo il carattere terribile dei protagonisti, ma anche la brughiera che da il titolo al romanzo e che diventa elemento imprescinbile della storia).
Come sempre, ogni trasposizione da libro a pellicola inevitabilmente lascia indietro un gran numero di dettagli, ma il film ha il pregio di non edulcorare la love story conservando il carattere stridente di Cathy, egoista e anche cattiva, intrappolata in una bolla in cui esistono solo lei e Heathcliff, rendendo lecito per entrambi usare e ferire le altre persone per raggiungere il loro fine, e il loro fine, unico e assoluto, è stare assieme. Margot Robbie è bravissima, lui fa il suo, i due insieme non mi convincono tantissimo (a momenti lei sembra sua zia), il mondo della brughiera è intriso di desiderio, le ambientazioni e i costumi sempre molto estremi dipingono uno scenario surreale che enfatizza la violenza dei sentimenti.
Se la visione del film poi trainasse anche la lettura del romanzo, sicuramente avrebbe fatto il suo, anche se mi chiedo quanto il ritmo e i llinguaggio ottcentesco conservino appeal sui lettori più giovani. Ma tra conoscere la storia di questo grande classico e non saperne nulla del tutto, preferisco di gran lunga la prima opzione.
Per me che credo molto nel valore delle storie come intrattenimento, dico che è godibile, sebbene avrei certamente alzato l’età di visione consigliata.

